| 10 Settembre 2010
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STRANO MONDO -
web tu
Non solo le volgarità. Anche termini casti e puri pagano il loro frequente utilizzo nei siti spinti.
Google Instant, la nuova funzionalità di ricerca della Big G che dà la possibilità di visualizzare i primi
risultati mentre si digita, non è affatto volgare. Tutte le parole indecenti, infatti, vengono accuratamente filtrate. E per questo mentre si digita una parolaccia, ad esempio, al di sotto della barra di ricerca non compare nulla, se non una pagina bianca. O, al massimo, suggerimenti che riportano ad altra parola. Non è possibile ad esempio visualizzare “in tempo reale”, non appena si è digitata la parola, senza cioè premere il tasto invio, i risultati di ricerca per termini come “Tits”, “Ass”, “Dick”, “Blowjob”, “Footjob”, “Cum”, ed altri tipici dei siti porno.
IGNORATI DA GOOGLE INSTANT – Peccato che però, siano rimasti vittima della “censura” del robot di Mountain View parecchi termini che di volgare non hanno proprio nulla, ma che pagano il semplice fatto di essere frequentemente utilizzati in quegli stessi siti porno per descrivere pratiche e categorie di foto e filmati. Ecco qualche innocente e indifeso termine che è finito ingiustamente nella trappola: ”Nylon“, ”Piss“ (“Fare pipì” / “Pipì“), ”Amatorial“ (“Amatoriale“), ”Homemade“ (“Fatto in casa“), ”Brunette“ (“Castano“), ”Readhead“ (“Dai capelli rossi“), ”Interracial“ (“Interraziale“), “Mature“ (in inglese “Maturo“).
NESSUNO E’ PERFETTO – “Tutta colpa di Google.it“, direte. E invece no. Basta considerare che “mature” è un termine italianissimo per rendersene conto. Ma anche una verifica “manuale” conferma la sensazione che le parole caste e pure siano diventate, per Googlebot, poco decorose. Scherzi della tecnologia. Sul motore californiano targato Italia i risultati di ricerca sono disponibili per tutti gli aggettivi in inglese che non finiscono sulle pagine “hard”. A proposito: il termine “Hard” non è censurato. Imperfezioni.
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