Se amate i social network ma siete ricercati dalla polizia è bene che evitiate di aggiornare le informazioni personali del vostro profilo, quelle che, per intenderci, possono portare le forze dell’ordine a bussare alla porta del vostro nuovo nascondiglio per poi condurvi in galera. La stragrande maggioranza dei criminali, sfortunatamente, non è così stupido eppure qualche caso isolato che non conosce le regole basilari della latitanza evidentemente esiste. Negli Stati Uniti la polizia è riuscita ad arrestare un ricercato proprio grazie alla sua scarsa arguzia.

Chris Crego, questo il nome del criminale newyorchese sul cui capo pendeva un mandato d’arresto per aggressione privata e rissa, è stato preso mentre, seduto comodamente in una poltrona all’interno del suo rifugio segreto, socializzava con degli amici su Facebook. “Per catturarlo non abbiamo dovuto far niente di straordinario - ha detto Richard Podgers, capitano della polizia di Lockport (New York) -. Gli agenti hanno semplicemente cercato il suo nome su Internet e si sono imbattuti sulle sue pagine di Facebook e MySpace”.

Il ricercato, convinto di esser troppo furbo per esser arrestato, aveva compilato il proprio profilo inserendo tra le tante informazioni anche l’indirizzo del nascondiglio, il nome e l’ubicazione dell’azienda in cui lavorava, situata per nell’Indiana, e gli orari di reperibilità. Gli agenti, non avendo giurisdizione nell’Indiana hanno dovuto consegnare i dati ai colleghi e aspettare che questi arrestassero per loro il ricercato. Crego, che ora si trova in carcere, verrà processato il prossimo 5 aprile.


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