| 04 Settembre 2010
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Uomini e Donne -
articoli e notizie

Il posto, in sé, può anche ispirare un certo romanticismo. La brezza tra gli ulivi, il mare a pochi passi. Basta chiudere gli occhi sulla sporcizia tra le frasche. Ma di certo alla stragrande maggioranza delle coppiette non verrebbe neanche in mente di copulare in pieno orario d’ufficio in bella vista, a pochi metri dalle vetrate di un grattacielo, con gli occhi di centinaia di impiegati comunali pronti a scrutare la performance amatoria e a immortalarla con la fotocamera di un telefonino, come ha fatto un lettore del Secolo XIX .
Ma c’è sempre l’eccezione che conferma la regola: nell’assolato pomeriggio dell’altroieri, alle 15.30, i due ritratti nella foto non hanno resistito alla passione (o all’esibizionismo) e, sistemato un giaciglio di fortuna con due cuscini, si sono conosciuti in senso biblico davanti a un deposito di Aster nei giardini Angelo Costa, sopra l’autorimessa dei dipendenti del Matitone. La performance ancora ieri era argomento di discussione tra impiegati e frequentatori abituali della zona. Anche perché non si tratta di uno spettacolo abituale: «Erano due ragazzi – sostiene un dipendente – di solito almeno si imboscano un po’». O aspettano la fine dell’orario di lavoro. Non è mistero che la zona sia frequentata da prostitute e clienti e a dimostrarlo basterebbe la quantità di preservativi usati che sbocciano, tra i kleenex, ai piedi degli alberi sotto i vicini giardini Ram, proprio di fronte a un ristorante, nonostante l’orario di chiusura alle 20.
«A volte ce li troviamo anche nel parcheggio, i profilattici. È un peccato che quel posto sia così degradato, perché è una delle poche aree verdi della zona», commenta Patrizia Rodolfo, comunale. In effetti i giardini Costa, complice forse anche la chiusura cronica della passerella sopraelevata verso via Col, appaiono abbastanza degradati: erba incolta, sporcizia, il fontanone spento, qualche cartone abbandonato. E siringhe. «E pensi che adesso è anche migliorato – spiega Gualtiero Foscato, pensionato che vive nel palazzo di fronte – se vuole le posso fare la lista delle bellezze di questo giardino: su quella panchina smerciano eroina, di fronte l’hascisc, a volte abbandonano le borsette e i portafogli rubati alla stazione marittima, gli olivi sono tutti malati». Un bel quadro, certo. Ma pure lui si stupisce di fronte all’impresa amatoria dei due esibizionisti: «Eh, questa davvero mi mancava. Speriamo non diventi un’abitudine».
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