| 04 Settembre 2010
Posted in
STRANO MONDO -
notizie strane

Il trattamento dell’epatite C con interferone e ribavirin risulterebbe migliorato dall’assunzione di marijuana.
E’ il risultato di una ricerca del Centre for Addictions Research of British Columbia (CAR-BC) che verrà pubblicata sul numero di ottobre dell’European Journal of Gastroenterology & Hepatology.
Non è chiaro comunque se la marijuana abbia un effetto clinico diretto o se abbia soltanto effetti sull’umore del soggetto in trattamento attraverso la riduzione di sintomi fisiologici ed effetti collaterali della cura quali la depressione.
La cura dell’epatite C con interferone o ribavirin induce infatti nei soggetti affaticamento, nausea, dolori muscolari, perdita di appetito e depressione, che portano buona parte di essi a decidere di sospendere il trattamento.
Secondo quanto riporta il Washington Post, i ricercatori della University of California at San Francisco hanno rilevato che ben l’85% dei soggetti in trattamento fumatori regolari di marijuana è riuscito a terminare la cura, mentre solo il 59% dei non assuntori ha concluso il trattamento. Allo stesso modo, dopo sei mesi dal trattamento, risulterebbe “ripulito” dal virus il 54% dei fumatori di marijuana, contro il 18% dei non fumatori.
| < Prec. | Succ. > |
|---|














