• L’Italia federale del matrimonio del “migliore amico”

    La scheda ‘matrimonio’ pubblicata sul sito Uaar, da molti anni a questa parte, informa la popolazione della possibilità di farsi sposare dal “migliore amico”. E’ infatti facoltà del sindaco delegare a celebrare il rito civile qualunque cittadino (anche non dello[…] fonte | UAAR Ultimissime 8 02 2012 | 11:54 am


  • Dopo l’autunno arabo, l’inverno delle Maldive

    Le Ultimissime si sono più volte occupate delle Maldive, dove è in corso un colpo di stato. Un articolo di Elena Masuelli pubblicato su La Stampa ha ricordato ieri molti di questi episodi: Il rappresentante della Nazioni Unite aveva lanciato[…] fonte | UAAR Ultimissime 8 02 2012 | 10:16 am


  • Il cappello della Chiesa sulle vittime della Costa Concordia

    Una messa in suffragio delle vittime del disastro della Costa Concordia, scrive Il Tirreno, si terrà domenica, nella Basilica di S. Maria degli Angeli e dei Martiri. Sarà presieduta dal cardinale Angelo Bagnasco, presidente della CEI, e non mancherà la[…] fonte | UAAR Ultimissime 8 02 2012 | 9:22 am


  • California, il divieto ai matrimoni omosessuali è dichiarato incostituzionale

    La travagliata storia delle nozze gay e lesbiche in California segna un nuovo punto a favore di chi si batte per il loro riconoscimento legale. Dopo il via libera della Corte suprema, il referendum che – con un voto di[…] fonte | UAAR Ultimissime 8 02 2012 | 8:56 am


  • «Io sto pagando la giustizia degli uomini. Mi dicono che quella di Dio dovrò pagarla quando sentirò il bisogno di chiedere perdono alle mie vittime e ai loro parenti. Potrei pentirmi soltanto se mi ricordassi di avere fatto qualcosa. Siccome non mi ricordo, non ho niente da perdonarmi». Non è ancora pronto per la giustizia di Dio, eppure Gianfranco Stevanin, il "mostro di Terrazzo" che violentò e uccise sei donne tra il 1989 e il 1994, oggi ha deciso di diventare frate. «È come se lo Spirito Santo mi avesse rivoltato al suo interno a modo di un guanto. Sento il bisogno di seguire una strada nuova», spiega Stevanin e addirittura chiama in causa San Francesco: «Io vorrei seguire il suo esempio e rispondere al comando di Gesù:"Vai e ripara la mia Chiesa che cade in rovina". Vorrei poter prendere malta e sassi per compiere questa missione». LA SCELTA DEL TERZO ORDINE DI SAN FRANCESCO Stevanin ha rivelato di voler entrare in convento come frate francescano laico appartenente al Terzo Ordine: un gruppo mendicante, penitenziale, impiegato in molti Paesi europei e nel mondo in opere misericordiose per i bisognosi, predicazione e apostolato.   LA CONVERSIONE «Religioso Gianfranco lo è sempre stato - dice oggi all'ANSA il legale di Stevanin, Cesare Dal Maso - è veramente un credente ma la vera svolta è arrivata circa sette mesi fa con la morte della madre a cui era stato sempre legato. Era stata lei a educarlo alla preghiera anche se è difficile da capire per una persona condannata per crimini feroci». Dal Maso è convinto che la vocazione del suo assistito «sia vera e sentita aiutato in questo anche dalla stretta vicinanza con i frati del carcere». Negli ultimi cinque anni Stevanin ha stretto un legame molto forte con un ministro di culto che periodicamente gli fa visita in cella. Il passato non si cancella, spiega il padre spirituale noi però sappiamo che Cristo può cambiare gli uomini e dobbiamo capire se ciò avviene in modo sincero. Il convento non è organizzato per ricevere i folli e la Cassazione ha stabilito che lui non lo è. Il diritto canonico non preclude la possibilità». Ma il percorso, spiegano, non sarà facile: Stevanin sarà seguito da un padre vocazionalista che dovrà verificare l'autenticità della conversione. LA CONDANNA ALL'ERGASTOLO Il 16 novembre 1994 Stevanin fu arrestato al casello autostradale di Vicenza Ovest, per lo stupro di una giovane prostituta austriaca. Successivamente fu condannato all'ergastolo - pena che sta scontando da 16 anni - con l'accusa di aver violentato e ucciso barbaramente sei donne. Un'escalation di violenza cominciata quando Stevanin aveva 18 anni e che, secondo alcuni, conterebbe un numero ben più elevato di vittime. Tutte le donne furono stuprate, fatte a pezzi e sepolte nei campi; alcune parti dei loro corpi furono conservate come feticci: scalpi, peli pubici a modo di cuscini.


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