• L’Italia federale del matrimonio del “migliore amico”

    La scheda ‘matrimonio’ pubblicata sul sito Uaar, da molti anni a questa parte, informa la popolazione della possibilità di farsi sposare dal “migliore amico”. E’ infatti facoltà del sindaco delegare a celebrare il rito civile qualunque cittadino (anche non dello[…] fonte | UAAR Ultimissime 8 02 2012 | 11:54 am


  • Dopo l’autunno arabo, l’inverno delle Maldive

    Le Ultimissime si sono più volte occupate delle Maldive, dove è in corso un colpo di stato. Un articolo di Elena Masuelli pubblicato su La Stampa ha ricordato ieri molti di questi episodi: Il rappresentante della Nazioni Unite aveva lanciato[…] fonte | UAAR Ultimissime 8 02 2012 | 10:16 am


  • Il cappello della Chiesa sulle vittime della Costa Concordia

    Una messa in suffragio delle vittime del disastro della Costa Concordia, scrive Il Tirreno, si terrà domenica, nella Basilica di S. Maria degli Angeli e dei Martiri. Sarà presieduta dal cardinale Angelo Bagnasco, presidente della CEI, e non mancherà la[…] fonte | UAAR Ultimissime 8 02 2012 | 9:22 am


  • California, il divieto ai matrimoni omosessuali è dichiarato incostituzionale

    La travagliata storia delle nozze gay e lesbiche in California segna un nuovo punto a favore di chi si batte per il loro riconoscimento legale. Dopo il via libera della Corte suprema, il referendum che – con un voto di[…] fonte | UAAR Ultimissime 8 02 2012 | 8:56 am


  • Basta con i funerali ‘deserti’, con ultimi saluti dati da pochi parenti e ancor meno conoscenti, specie se il morto era solo e anziano. 
    Stanco di celebrare funerali in cui il caro estinto non aveva nessuno a piangerlo, un parroco aretino si è inventato la “compagnia dei defunti“. Don Marcello Colcelli, della chiesa di Sant’Egidio all’Orciolaia (AR), ha illustrato la proposta ai parrocchiani in una lettera. Per i cristiani, spiega il sacerdote, seppellire i morti implica anche un impegno della comunità ad accompagnarli verso l’ultima dimora.

    “Lo scopo dell’iniziativa – spiega il prelato a La Nazione – è garantire una dignitosa celebrazione delle esequie cristiane”.  “Spesso – spiega don Marcello Colcelli – faccio tutto da solo: sacrestano, lettore, cantore. Posso continuare anche così, ma mi chiedo: dov’è la comunità?”.

    “La compagnia dei defunti” ha anche già una bozza di regolamento, redatta dal solerte parroco, che prevede l’obbligo (nei limiti del possibile) a partecipare ai funerali della parrocchia, garantendo il servizio liturgico “minimo”: letture, raccolta delle offerte, incenso.



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