| 27 Agosto 2010
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STRANO MONDO -
Storie da Fedeluomini

Basta con i funerali ‘deserti’, con ultimi saluti dati da pochi parenti e ancor meno conoscenti, specie se il morto era solo e anziano.
Stanco di celebrare funerali in cui il caro estinto non aveva nessuno a piangerlo, un parroco aretino si è inventato la “compagnia dei defunti“. Don Marcello Colcelli, della chiesa di Sant’Egidio all’Orciolaia (AR), ha illustrato la proposta ai parrocchiani in una lettera. Per i cristiani, spiega il sacerdote, seppellire i morti implica anche un impegno della comunità ad accompagnarli verso l’ultima dimora.
“Lo scopo dell’iniziativa – spiega il prelato a La Nazione – è garantire una dignitosa celebrazione delle esequie cristiane”. “Spesso – spiega don Marcello Colcelli – faccio tutto da solo: sacrestano, lettore, cantore. Posso continuare anche così, ma mi chiedo: dov’è la comunità?”.
“La compagnia dei defunti” ha anche già una bozza di regolamento, redatta dal solerte parroco, che prevede l’obbligo (nei limiti del possibile) a partecipare ai funerali della parrocchia, garantendo il servizio liturgico “minimo”: letture, raccolta delle offerte, incenso.
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