| 17 Agosto 2010
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STRANO MONDO -
Storie da Fedeluomini
Il Centre d’Action Laïque, l’associazione laica belga di lingua francese, annuncia uno spettacolare aumento nel numero degli sbattezzati. Il suo presidente, Pierre Galand, ha dichiarato a La Libre che, in seguito all’inchiesta condotta dalla magistratura sui casi di pedofilia nel clero, in un solo mese si è registrato un numero di domande di sbattezzo pari a quello dell’intero anno precedente. Il calo nel numero dei cattolici non influenzerà però l’ammontare dei contributi che la Chiesa riceve dallo Stato, precisa sempre La Libre, al contrario di quanto accade in Germania. Qui, scrive il giornale moderato Die Welt, la Chiesa luterana è in difficoltà, mentre quella cattolica è stata abbandonata nel 2009 da 123.681 fedeli, contro i 121.155 che già l’avevano lasciata nel 2008: quelli che invece tornano nel gregge sono solo un decimo di quelli che lo lasciano anche formalmente. Solo il 13% dei fedeli registrati sostiene di andare a messa la domenica; una percentuale che potrebbe anche essere sovrastimata, visto che le inchieste sociologiche con ‘verifica sul posto’, svoltesi in diverse parti del mondo, hanno mostrato che il numero di effettivi frequentanti il culto è invariabilmente inferiore a quello di chi dichiara di farlo. Un fenomeno che si comincia a studiare anche in Italia e che sta producendo gli stessi risultati, come ha notato Sandro Magister su Chiesa.it. Una ricerca condotta dalla diocesi di Piazza Armerina ha infatti confermato quanto già riscontrato quattro anni prima dal patriarcato di Venezia: “mentre nelle indagini a campione i cattolici che dicono di andare a messa tutte le domeniche sono il 30 per cento, quelli effettivamente visti in chiesa sono stati il 18,5 per cento”. Un’altra inchiesta pubblicata dalla rivista cattolica Il Regno conferma inoltre che “i giovanissimi sono tra gli italiani quelli più estranei a un’esperienza religiosa. Vanno decisamente meno in chiesa, credono di meno in Dio, pregano di meno, hanno meno fiducia nella Chiesa, si definiscono meno come cattolici e ritengono che essere italiani non equivalga a essere cattolici”. L’autore, Paolo Segatti, sostiene che “già si intravede la futura condizione di minoranza del cattolicesimo in Italia. È immaginabile che quando i figli della generazione più giovane saranno padri, daranno un ulteriore contributo alla secolarizzazione”.
La Chiesa tenta comunque di correre ai ripari. Repubblica ha dato notizia tre giorni fa che la Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti sta pensando di anticipare la prima comunione a meno di sette anni. “Di fronte a quanto sta accadendo con i bambini e all’ambiente così avverso in cui crescono, non priviamoli del dono di Dio”, sostiene il cardinale prefetto, lo spagnolo Antonio Canizares Llovera.
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