• Didattica dell’ateismo razionale

    Calogero Martorana* La parola «ateo» significa soltanto «senza dio», ma non spiega come si diventa atei, come si fa a comportarsi da atei, cosa sembra ateo e invece non lo è. Io qua do una mia visione delle cose solo[…] fonte | UAAR Ultimissime 24 10 2011 | 7:42 pm


  • Libia, autorità religiosa contro funerale islamico a Gheddafi: “era un miscredente”

    Il nuovo mufti della Libia, lo sheykh al-Sadeq al-Gharyan, è contrario alla celebrazione di un funerale islamico pr il colonnello Gheddafi. Lo scrive Repubblica, che dà notizia di una fatwa del mufti con cui sostiene che il defunto leader libico[…] fonte | UAAR Ultimissime 24 10 2011 | 3:45 pm


  • Francia, per lo sbattezzo la Chiesa deve cancellare i nomi dai registri

    Il tribunale civile di Coutances ha ritenuto che l’annotazione del desiderio di uno sbattezzando di non fare più parte della Chiesa cattolica non sia una garanzia sufficiente, considerando l’esistenza stessa del dato un’invasione della privacy del richiedente. Ha pertanto ordinato[…] fonte | UAAR Ultimissime 24 10 2011 | 2:42 pm


  • Elezioni in Tunisia, partito islamico Ennahdha verso la vittoria

    Secondo dati parziali, ma che ormai ben rappresentano la situazione, le elezioni di oggi in Tunisia per l’Assemblea costituente dopo il regime di Ben Ali vedono l’affermazione del partito islamico Ennahdha, capeggiato da Rached Gannouchi. L’affluenza alle urne è stata[…] fonte | UAAR Ultimissime 24 10 2011 | 2:17 pm


  • Ritiratosi a vita privata in un convento di Rottenburg, l’arcivescovo tedesco Karl-Josef Rauber, fino a poco fa nunzio apostolico in Belgio e Lussemburgo, ha vuotato il sacco contro il connazionale Joseph Ratzinger in una fiammeggiante intervista all’ultimo numero de “Il Regno“.

    Per uno che di mestiere faceva l’ambasciatore del papa, non è rottura da poco.

    Rauber muove le sue critiche da lontano. A suo giudizio, Ratzinger aveva preso una cattiva piega, troppo conservatrice, già quand’era professore a Ratisbona e lui, Rauber, era incaricato di fargli da tramite con Roma.

    Le cose peggiorarono quando Rauber era nunzio in Svizzera. Egli lamenta che l’allora cardinale prefetto della congregazione per la dottrina della fede lo denunciò “quattro volte” presso la segreteria di Stato per aver criticato in pubblico la disciplina del celibato del clero e parlato male di alcuni vescovi.

    Ma il più grosso motivo di protesta è recentissimo: è la nomina ad arcivescovo di Malines-Bruxelles del conservatore André Léonard, come successore del progressista Godfried Danneels.

    Rauber dice che Léonard non era nella terna di nomi che lui, come nunzio in Belgio, aveva trasmesso a Roma. Né in una prima terna, né in una seconda. Perché a suo giudizio Léonard non era “del tutto adatto” per Bruxelles, dove il preferito di Rauber era un ausiliare di Danneels. Ma “in alto” hanno voluto diversamente. In altre parole: è stato Benedetto XVI in persona a impuntarsi e a promuovere Léonard, incurante che fosse sgradito a molti, compreso il re del Belgio.

    Dal governo del Belgio, Rauber rischiò nel 2009 di essere dichiarato persona “non grata”, per la condanna dell’uso del preservativo fatta dal papa all’inizio del suo viaggio in Africa. Nel ricordare ora questo incidente, non spende però una parola per dire se lui era d’accordo o no col papa.

    Nell’intervista, Rauber ricorda di aver avuto vita difficile anche con il cardinale Angelo Sodano, quando questi era segretario di Stato e quindi suo diretto superiore. Per aver criticato la nomina di un vescovo svizzero ultraconservatore, Sodano lo punì spedendolo in Ungheria.

    Rauber ammette comunque un paio di sbagli suoi. Una volta in Svizzera, a Basilea, e una volta in Ungheria, all’ordinariato militare, riconosce d’aver fatto nominare vescovi due tizi che poi se la svignarono con una donna.

    A Basilea, per fortuna, dice d’aver successivamente rimediato indicando un nuovo vescovo che papa Ratzinger non voleva ma alla fine ha accettato.

    Questo vescovo si chiama Kurt Koch e si è rivelato “una persona eccellente”.

    Tant’è vero che presto – si dice – lo stesso Ratzinger potrebbe chiamarlo a Roma come successore del cardinale Walter Kasper alla presidenza del pontificio consiglio per l’unità dei cristiani.





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