| 23 Gennaio 2010
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STRANO MONDO -
Storie da Fedeluomini
La
decisione è arrivata dopo il ricorso di un uomo musulmano il quale non
voleva che sua moglie venisse fotografata per la carta di identità in
quanto la foto violerebbe l’Islam e il diritto fondamentale di
praticare e professare la propria religione. La corte ha detto
che se le donne non devono essere fotografate, significa che non
vogliono mostrarsi in pubblico, di conseguenza non possono essere
candidate e neanche esercitare il diritto di voto, perché una donna in burqa non potrebbe essere riconosciuta, come neanche una che indossa in niqab, il velo che ha solo una fessura per gli occhi.
Per la corte, una foto identificativa non può essere scattata a una donna con il volto coperto. Il ricorso dell’uomo partiva dal presupposto che secondo il Corano e la tradizione, solo il marito può vedere il viso della propria moglie. L’uomo ha detto che le donne musulmane non sono contrarie alle carte di identità o al proprio diritto al voto, ma alla pratica di mostrare il volto su tutti su documenti pubblici.
La sentenza della Corte suprema sta già provocando proteste negli ambienti radicali musulmani, che non vogliono rinunciare alle proprie tradizioni e regole e si appellano alla costituzione indiana che prescrive il rispetto delle regole di tutte le religioni.
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