Tornano dalle ferie e trovano la propria azienda chiusa per cessata attività. I cancelli della fabbrica "Piazza Legnami" in via Prà dei risi, nella zona industriale di Zoppola (Pordenone) a ridosso della Cimpello-Sequals, ieri mattina sono rimasti chiusi. Solo un cartello ("L’azienda non riapre per cessata attività", con tanto di timbro e firma della società) avvisava i ventidue lavoratori che si erano presentati per riprendere il lavoro. Alcuni di loro avevano ricevuto una telefonata da parte della società nel pomeriggio di venerdì scorso: si avvisava che l’attività non sarebbe ripartita. Ma gli addetti, piuttosto increduli, hanno voluto comunque presentarsi ieri nella sede di lavoro per verificare e capire cosa stia accadendo. Lo scrive oggi il Gazzettino. Sorpresa e sgomento. Ma anche rabbia davanti all’azienda dove lavoratori e sindacalisti sono rimasti per un paio d’ore cercando di contattare la proprietà. Prima delle ferie di due settimane quasi nessun segnale: soltanto delle frammentarie voci di difficoltà finanziarie, ma nessuna conferma da parte del vertice aziendale. Fino a questo momento l’impresa non aveva nemmeno mai chiesto la cassa integrazione. E anche dal punto di vista economico-finanziario tutti gli impegni con i dipendenti sono stati onorati. Insomma, nulla che facesse pensare a una decisione così grave. Solo al rientro di ieri mattina l’amara sorpresa. A giorni potrebbero arrivare le lettere di licenziamento e potrebbe aprirsi la procedura di mobilità. «Sono ancora ipotesi - sostiene Simonetta Chiarotto della Cgil che sta seguendo il caso - poiché stiamo ancora cercando di capire cosa sia esattamente accaduto. Siamo riusciti a contattare i consulenti dell’azienda e a ottenere un incontro per domani (oggi, ndr). Anche se la comunicazione poteva arrivare prima e in modo diverso: ci sono persone che perderanno il lavoro dalla sera alla mattina. Ci spiegheranno quali sono i problemi e cercheremo il percorso che tuteli gli addetti. Se dovesse esserci l’ipotesi del fallimento chiediamo che venga percorsa la strada che tuteli i diritti dei dipendenti». Non è infatti ancora chiaro cosa celi quel cartello anche se l’annuncio non lascia dubbi sulla improbabile prosecuzione dell’attività. Perciò i dipendenti attendono almeno una comunicazione scritta dell’azienda. Anche la Cisl ha chiesto alla società la convocazione di un incontro urgente. «Dopo quello che è accaduto - afferma Daniele Morassut - auspichiamo che la proprietà si sieda a un tavolo quanto prima». L’azienda fino a qualche anno fa aveva sede nella zona della Comina a Pordenone, quattro anni fa il trasferimento. Alla terza generazione è nota sul territorio dove è presente da alcune decine di anni. Si è specializzata nella produzione e nell’installazione di tetti e altri manufatti in legno.


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