| 13 Marzo 2010
Posted in
Bazzecole -
notizie e articoli

Alcuni si sorprendono quando cerco di spiegare che al mondo ci sono persone per cui l'evoluzione è un optional, e che credono che la Terra sia stata creata "circa 20.000 anni fa, o meno". Ma è la triste realtà dei fatti.
Secondo questa corrente di pensiero, sulla quale concordano fin troppe persone, i fossili di dinosauri non hanno l'età che hanno, tutte le datazioni sono sbagliate, e la Terra è comparsa magicamente nel Sistema Solare proprio quando, e per questo ci sono tonnellate di prove, la scienza dice che l'uomo aveva già formato comunità complesse e vaste da migliaia e migliaia di anni.
La reazione comune è la seguente: occhi pallati, bocca spalancata, e l'immancabile domanda "ma non ci credo...è vero?". Si, è vero. Nell'evolutissima quanto contradditoria America del Nord ci sono milioni e milioni di persone che credono che, circa 6.000 anni fa, l'uomo cavalcasse dinosauri nani e docili come cavalli da ippodromo, e che tutte le creature viventi siano comparse sul pianeta per divina creazione, durata sei giorni (il settimo è di riposo anche per l' Altissimo).
Per indagare sul perchè ci siano persone che accettano questa visione della nascita del nostro pianeta, uno studio effettuato dalla University of Minnesota e pubblicato sulla rivista Evolution mostra il legame tra comprensione delle date geologiche e credenze errate sull'origine della Terra.
Sehoya Cotner, Randy Moore e Christopher Brooks hanno intervistato 400 studenti dell' Università del Minnesota iscritti al corso introduttivo di biologia, chiedendo principalmente:
- A quale livello fosse la loro conoscenza sulla teoria dell'evoluzione.
- Se alle scuole superiori è stata insegnata loro la teoria dell'evoluzione o l'ipotesi creazionista.
- La loro visione personale in ambito politico e religioso.
- Visione personale sull'origine della Terra e della vita.
- Conoscenza dell'evoluzione.
- Influenza di questi fattori sul voto presidenziale del 2008.
Il modello creato utilizzando questi dati sembra mostrare come studenti che hanno una visione politica e religiosa liberale sono più inclini a credere che la Terra abbia miliardi, e non migliaia, di anni, e ad avere molte più informazioni sulla teoria dell'evoluzione.
Al contrario, studenti "conservatori" e con credenze religiose ben consolidate sono più portati a ritenere che la Terra abbia "20.000 anni o meno" ed a sapere poco o nulla di evoluzione.
"Il ruolo dell'età della Terra è una variabile chiave che possiamo usare per migliorare l'insegnamento dell'evoluzione, che è estremamente importante dato che è il principio unificatore della biologia" spiega Cotner, professore di biologia.
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